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GESTIONE SEPARATA

La GESTIONE SEPARATA accoglie quasi un milione di posizioni attive di cui circa 350.000 sono professionisti con partita IVA.

Cerchiamo quindi di chiarire di cosa si tratta ma soprattutto a cosa si ha diritto e chi sono i soggetti obbligati a tale iscrizione, con un approfondimento maggiore per la categoria professionisti con P.IVA.


INDICE:

DI COSA SI TRATTA

A CHI INTERESSA

QUANTO SI PAGA

A COSA SI HA DIRITTO


    DI COSA SI TRATTA


    La gestione Separata è il fondo pensionistico rivolto alle attività di lavoro autonomo ad esclusione di determinate categorie che aderiscono ad una propria cassa professionale.

    E’ nata con la riforma del 1995 (legge 335/1995) nota come riforma Dini il cui scopo era quello di assicurare la tutela previdenziale a tutte le categorie di lavoratori fino ad allora esclusi.


    A CHI INTERESSA


    Come accennato sopra, i soggetti tenuti all’iscrizione della Gestione separata sono i lavoratori che esercitano un’attività professionale autonoma anche non esclusiva che non hanno l’obbligo di iscrizione ad un albo professionale o che comunque non sono tenuti al pagamento dei contributi presso una loro cassa previdenziale, pensiamo ad esempio ad osteopati, consulenti nel settore delle tecnologie dell’informatica o altre attività generiche come ad esempio copywriter, web designer, fotografi ecc.


    Oltre a queste categorie di professionisti l’obbligo di iscrizione alla GS si estende alle seguenti categorie:

    • Lavoratori autonomi occasionali se il reddito annuo supera i 5.000 euro;
    • Collaboratori coordinati e continuativi;
    • Venditori a domicilio;
    • Assegni di ricerca;
    • Borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
    • Spedizionieri doganali non dipendenti;
    • Amministratori locali;
    • Associati in partecipazione;
    • Medici con contratto di formazione specialistica.


    QUANTO SI PAGA


    Ma un professionista quanto deve versare alla GESTIONE SEPARATA?

    Le aliquote contributive della GS vengono comunicate annualmente tramite circolare dell’INPS: per l’anno 2019 le percentuali contributive sono pari al 25.72% per i PROFESSIONISTI privi di una cassa previdenziale suddivise in questo modo: 25% IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) utile nei casi di inabilità del lavoratore, anzianità o decesso del titolare; 0,72% per il finanziamento di malattia, maternità e assegni del nucleo familiare (ANF).

    Ogni professionista dovrà provvedere autonomamente al versamento dei contributi, e potrà addebitare ai committenti una parte dell’onere pari al 4% dei compensi lordi (da inserire in fattura).

    Il versamento avviene con il sistema degli acconti (ognuno pari al 40%) e del saldo, secondo le stesse scadenze previste per l’IRPEF e devono essere versati tramite F24.

    Il professionista deve pertanto rispettare queste scadenze:

    • 16 giugno per il versamento del saldo (anno precedente) e del primo acconto (anno in corso);
    • 30 novembre per il versamento del secondo acconto, di importo pari al primo.

    L’acconto è pari al 40% dell’importo dovuto, risultante dalla precedente dichiarazione dei redditi.


    Mostriamo brevemente quanto versano le altre categorie alla Gestione Separata:


    24% per soggetti che aderiscono ad un'altra forma previdenziale ad esempio chi svolge anche un’attività da lavoratore dipendente.

    34,23% per collaboratori e figure assimilate suddiviso in questo modo: 33% IVS; 0,72% malattia, maternità e assegni famigliari (ANF); 0,51% finanziamento per la disoccupazione*.

    Di seguito riportiamo una tabella riepilogativa:



    ANNO

    PROFESSIONISTI CON PARTITA IVA

    COLLABORATORI E FIGURE ASSIMILATE

    ISCRITTI NON IN VIA ESCLUSIVA O TITOLARI DI PENSIONE

    IVS

    Malattia,

    Maternità,

    ANF

    Totale

    IVS

    Malattia,

    Maternità,

    ANF

    Totale

    2019

    25%

    0,72%

    25.72%

    33%

    0.72 +0.51*

    34,23%

    24%


    A COSA SI HA DIRITTO


    Vediamo ora altri aspetti importanti che a volte tendiamo a non considerare: in caso di malattia e maternità a cosa si ha diritto? e quali sono le prestazioni previdenziali erogate dalla Gestione Separata?

    1. MALATTIA:

    L’indennità di malattia è riconosciuta ai soggetti iscritti che abbiano versato almeno 3 mesi di contributi alla Gestione separata.

    Spetta per un tetto massimo pari ad 1/6 della durata complessiva del rapporto di lavoro cioè il numero di giornate lavorate o retribuite nei 12 mesi precedenti l’evento di malattia comunque il periodo non può essere inferiore a 20 giorni per anno solare.

    Non viene riconosciuta la malattia per un periodo inferiore a 4 giorni.

    L’indennità per la degenza ospedaliera viene, invece, riconosciuta per tutte le giornate di ricovero compresi i day hospital fino a un massimo di 180 giorni in un anno solare.

    Per calcolare quanto spetta per l’indennità di malattia abbiamo 3 percentuali da considerare che corrispondono ai mesi di contributi versati:

    • Da 3 a 4 mesi -> 4%
    • Da 5 a 8 mesi-> 6%
    • Da 9 a 12 mesi-> 8%

    Queste percentuali vanno applicate all’importo ottenuto dividendo il massimale dei contributi che per l’anno 2019 è pari a 102.543,00 euro per 365 giorni.

    Di seguito una tabella illustrativa:


    102.543.00/365 -> 280.94 euro


    MESI DI CONTRIBUTI VERSATI

    DA 3 A 4 MESI – 4%

    DA 5 A 8 MESI – 6%

    DA 9 A 12 MESI – 8%

    INDENNITA’ GIORNALIERA RICONOSCIUTA

    280.94*4% =

    11.24 €


    280.94*6% =

    16.86 €

    280.94*8%=

    22.48 €


    Per quanto riguarda la degenza ospedaliera il metodo di calcolo rimane invariato ma bisogna considerare le seguenti percentuali relative ai mesi di contributi versati:

    • Da 3 a 4 mesi-> 8%
    • Da 5 a 8 mesi-> 12%
    • Da 9 a 12 mesi-> 16%


    I lavoratori iscritti alla Gestione Separata, per ottenere il pagamento dell'indennità oltre al certificato medico devono presentare alla struttura INPS di appartenenza anche una domanda di prestazione.

    E’ possibile farlo tramite portale INPS con PIN di accesso, tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o tramite un patronato.


    1. MATERNITA:

    L’indennità di maternità è prevista anche per le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata a patto che siano in possesso del requisito contributivo delle tre mensilità, dovute o versate, comprensive dell’aliquota maggiorata (pari allo 0.72%), nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile.      

    Questo avviene a prescindere dall’effettiva estensione dall’attività lavorativa, novità importante comunicata con circolare INPS N° 109 del 16/11/2018.

    Un'altra importante modifica riguarda il periodo di congedo parentale di 6 mesi di cui si può usufruire non più entro l’anno del bambino ma entro il terzo anno compiuto del figlio anche adottivo. Anche in questo caso è necessario che risultino accreditate almeno tre mensilità con contribuzione maggiorata. Si può usufruire del congedo anche in modo frazionato a mesi e giorni, ma non ad ore.

    Le domande di congedo di maternità o paternità e le domande di congedo parentale devono essere presentate in modalità telematica.


    Facendo un breve riepilogo, le lavoratrici autonome - con il dovuto versamento dei contributi alla gestione separata - hanno diritti simili alle lavoratrici dipendenti:

    5 mesi di maternità, solitamente sfruttata 2 mesi prima del parto e 3 dopo, retribuiti nella misura dell’80%;

    6 mesi di congedo parentale, retribuiti nella misura del 30%, sfruttabili fino al terzo anno del bambino.

    1. VITALIZI

    Non possiamo dimenticarci di un punto fondamentale per cui un professionista si iscrive alla Gestione separata e cioè l’obiettivo di percepire con i dovuti anni di contributi versati la pensione.

    Vediamo le varie possibilità e casistiche:




    Di seguito un breve riepilogo dei requisiti per la pensione di vecchiaia e pensione anticipata per gli anni 2018 e 2019:



    ANNI

    PENSIONE DI VECCHIAIA

    PENSIONE ANTICIPATA

    Uscita standard

    Uscita a 70 anni

    Uscita con

    soli contributi

    Uscita a 63 anni

    LAVORATORI

    Uomini

    Donne

    Uomini e Donne

    Uomini

    Donne

    Uomini e Donne

    2020

    67 anni

    67 anni

    71 anni

    43 anni e 3 mesi

    42 anni e 3 mesi

     

    64 anni

     

    2020

    67 anni

    67 anni

    71 anni

    43 anni e 3 mesi

    42 anni e 3 mesi

     

    64 anni

     




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